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Nei precedenti numeri del Magazine (Nov/Dic2007 e Genn/Febb2008) ho descritto la fisiologia, l’ecologia e la riproduzione per via sessuata dei coralli duri sps in acquario. In questo numero intendo parlare della riproduzione per via vegetativa, giacché un metodo molto pratico e veloce per moltiplicare i propri coralli.
Spesso sul nostro forum leggiamo quesiti del tipo: “Come fare per taleare i coralli?”, oppure: “Quale colla serve per incollare i coralli alle basette?”, e ancora: “Come si realizza una basetta per i coralli?”. Questi solo alcuni dei quesiti cui questo mio intervento potrà dare delle soluzioni.
Il meccanismo di riproduzione per via vegetativa dei coralli duri e molli avviene anche in natura quando accadono fenomeni meteorologici apparentemente catastrofici, come gli uragani o gli tsunami che possono portare alla sparizione di interi tratti di barriera. Ma, ricordiamolo, solo sul breve periodo, oltre l’evento veramente distruttivo. In realtà, rompendo i rami dei coralli e strappando frammenti degli alcionari trascinati dalla corrente o dalle onde, ne favoriscono la dispersione e la riproduzione su un territorio più vasto. Molti dei singoli frammenti, infatti, rimangono vitali e hanno la capacità, in condizioni chimico-fisiche ottimali, di fissarsi ad un substrato idoneo producendo nuovi tessuti e nuovi polipi, oltre all’eventuale scheletro calcareo. Un fenomeno biologico sfruttabile con successo anche dall’acquariofilo proprio per moltiplicare i coralli della sua vasca.
Prima di parlare più approfonditamente della taleazione dei coralli, comincio con una introduzione sulla realizzazione delle basette su cui attaccare le nostre talee. Riprendo una ricetta dell’amico Nando D’Amora (aka Nando) e la riporto così come l’ha scritta in precedenza.
Ricetta per le basette per i coralli
1- 3 kg sabbia corallina da 1-2 mm
2- 2 kg cemento bianco o nero
3- acqua quanto basta per amalgamare il tutto
4- preparare dei piccoli mucchietti aiutandosi con un cucchiaio
5- farle asciugare per alcuni giorni
6- metterle a mollo in acqua di RO o salata per una decina di giorni.
7- sciacquarle abbondantemente
Sabbia corallina
Le basette in essiccazione
Ingrandimento basette
La propagazione per via vegetativa dei coralli: una scelta ecologica
Passiamo, dunque, alla taleazione e all’incollaggio delle talee alle basette precedentemente preparate.
Al giorno d'oggi le moderne tecniche acquariologiche permettono a chiunque di poter allevare, propagare e in qualche caso persino di riprodurre coralli duri, tridacne, invertebrati e talvolta anche pesci.
Purtroppo, spesso, l’acquariofilia marina è stata additata come una delle attività umane maggiormente responsabili della distruzione delle barriere coralline. Ciò è vero solo in parte: oltre all'acquariofilia ci sono fenomeni legati alla presenza umana che hanno un impatto ben più devastante sui reef di quanto ne possa avere il prelievo di specie destinate al mercato acquariofilo. Tuttavia anche in questo settore, grazie a nuove leggi e norme restrittive, la situazione sta lentamente migliorando. Resta il fatto che la mortalità degli animali pescati e spediti a decine di migliaia di chilometri è sempre tremendamente alta.
In questo senso la riproduzione in cattività di pesci e invertebrati può essere la carta vincente per far crescere l'acquariofilia marina salvaguardando al tempo stesso la barriera corallina. E' dunque dovere di ogni acquariofilo tentare di propagare i propri invertebrati. Il fine potrebbe essere quello di dar vita a un “mercatino” di scambio tra appassionati in modo da avere animali già abituati alla vita in acquario e quindi più sani e più forti.
Purtroppo nel nostro Paese, a differenza per esempio della Germania, c'è poca sensibilità per questo tema, anche se qualcosa sembra iniziare a muoversi grazie a pochi appassionati, ai forum di acquariologia, a qualche negoziante “illuminato” e ad alcune aziende del settore.
Vediamo ora quali sono le principali tecniche di frammentazioni utilizzate per i vari tipi di coralli duri e molli, e procediamo prima con i coralli duri SPS.
Come propagare i coralli duri SPS
Per tutti coloro che hanno la fortuna di avere una vasca rigogliosa ed intendono cimentarsi nella propagazione dei coralli duri SPS bastano pochi accessori:
1. una vaschetta di plastica
2. una tronchese d’acciaio con le punte sottili
3. resina epossidica bicomponente o attack gel o colla a caldo
4. basette su cui attaccare le talee.
Il punto di partenza per assicurarci un alto tasso di sopravvivenza delle nostre talee è operare su colonie sane e vigorose, che già mostrano alti tassi di accrescimento e non manifestino alcuna sofferenza (evidenziata da sbiancamenti in punta o alla base o da necrosi dei tessuti). Un’eccezione è rappresentata dalla taleazione di colonie in rtn (rapid tissues necrosis) o in sbiancamento (bleaching), in cui l’intervento di taleazione mira a salvare le porzioni sane della colonia stessa.
Per creare una talea di corallo duro, per esempio di Acropora, dobbiamo scegliere prima di tutto un pezzo già molto ramificato e sano e al suo interno individuare il ramo che si desidera tagliare recidendolo alla base e agendo con estrema delicatezza per evitare di spezzare altri rami che non interessa taleare. Il frammento da staccare non deve essere troppo piccolo, almeno 3-4 cm di lunghezza, altrimenti deperirà a causa dello stress da taleazione.
La soluzione migliore per taleare è rappresentata dall’utilizzo di una tronchese d’acciaio, con le quali si possono realizzare frammenti delle dimensioni volute. Va evitata la frammentazione a mano, che spesso avviene in punti indesiderati e oltretutto comporta un’eccessiva e non consigliabile manipolazione della colonia madre, con schiacciamento del delicato tessuto e dei polipi stessi. Per colonia particolarmente grandi e robusti si può utilizzare anche un seghetto con lama per metallo, con cui si possono ottenere rapidamente dei tagli precisi.
Dopo aver tagliato il ramo che c’interessa, questo va posto in una vaschetta (foto 1) in cui abbiamo inserito un poco d’acqua dell’acquario.
A questo punto è meglio asciugarsi le mani. Quindi cominciamo ed impastare i due componenti della resina fino ad ottenere un impasto morbido e dal colore uniforme. La quantità di pasta sarà scelta in base alle dimensioni della talea da incollare. Di solito ne basta una pallina non più grande di una noce (foto 2).
Ora infiliamo nella pallina di resina il rametto tagliato, facendo bene attenzione a far aderire la resina su tutta la superficie di base della talea.
Tenendo tra pollice ed indice la pallina con la talea, la fissiamo su di un pezzetto di roccia, stendendo bene la resina in modo da ricavarne una sorta di cono (foto 3).
Due alternative alla resina epossidica bicomponente sono rappresentate dalle “colle a caldo”, per le quali è necessario utilizzare un’apposita pistola, e dall’attack gel. Tali colle hanno, però, una buona presa soprattutto sulle superfici asciutte per cui la base della talea andrà preventivamente asciugata con un panno morbido prima dell’incollaggio, inoltre queste colle vanno bene principalmente per piccole talee di 5-6 cm al massimo.
Il passo seguente all’incollaggio della talea alla basetta è la sistemazione nell’acquario.
Sperando che tutto proceda “naturalmente” bene, nel giro di poche settimane la talea, superato lo shock, comincerà a crescere. Si vedrà il tessuto estendersi verso il basso fino a coprire la base di resina ed allo stesso tempo la punta (o le punte) del rametto diventare bianche e allungarsi.
Con questo sistema un singolo frammento di Acropora può dar vita ad una nuova ramificazione.
Tuttavia la nuova formazione difficilmente assumerà la conformazione regolare, tonda (simile alla corolla di una rosa) tipica delle colonie cresciute in natura. Per sviluppare un’Acropora di questo genere sarà necessario, invece di inserire il rametto in posizione orizzontale sulla resina piuttosto che in modo verticale. Così facendo, tessuto e nuove ramificazioni non si svilupperanno in una direzione prestabilita ma potranno crescere secondo una forma più naturale.
Nel prossimo numero del Magazine seguirà la riproduzione per via vegetativa dei coralli duri LPS e dei coralli molli.
A presto!
Giuseppe Vollono