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| Famiglia |
Zanclidi |
| Nome Scientifico |
Zanclus cornutus o Z. canescens |
| Nome Comune |
Idolo Moresco |
| Luogo di Provenienza |
Specie Tipica dell’Indo-Pacifico |
| Dimensioni |
Massima 25 cm. |
Valori dell’acqua |
Densità: 1020/1024
Temp. 23-29°
Ph: 8,2-8,6 |
Fino a pochi anni fa è valsa la convinzione che lo Zanclus cornutus e lo Zanclus canescens fossero due specie differenti, probabilmente per via delle lievi differenze di colore che il nostro pesce assume secondo l’habitat in cui vive.
Pesce della famiglia degli Zanclidi (un tempo si credeva facesse parte della grande famiglia degli Acanturidi) dalla inconfondibile forma (quasi inusuale per i pesci della barriera corallina): ha il corpo discoidale, molto appiattito, muso a forma di tubo molto sporgente con in punta una piccola bocca; la pinna dorsale a filamento è molto sviluppata e rende questo pesce quasi inconfondibile (ad una prima occhiata può essere scambiato per alcuni pesci della famiglia degli chetodontidi come l’Heniochus acuminatus).
Colorazione tipica, con tre grandi bande verticali nere con sfumature azzurre su fondo bianco con sfumature gialle, negli adulti sul muso si nota una sella di colore giallo scuro bordata di nero.
In natura vive in piccoli gruppi (occasionalmente si sono osservate convivenze in banchi), o in solitario, vive nelle baie costiere, sul fronte del reef, nelle lagune, sul pendio esterno o interno del reef ed esemplari solitari si sono osservati anche a grandi profondità.
Pesce pacifico, ama grandi spazi per il nuoto, necessità quindi di una vasca di dimensioni adeguate (almeno da 400/500 lt in su).
Il suo punto preferito in vasca è la parte centrale da dove controlla tutto il suo territorio (praticamente tutta la vasca) ma è bene prevedere nascondigli e rifugi dove possa rintanarsi all’occorrenza.
Passa tutto il tempo a ripulire le rocce e il fondo.
Negli ultimi anni molti appassionati si dedicano all’allevamento di pesci non prettamente reef-safe come il nostro Zanclus, probabilmente le movenze sinuose tipiche di questo pesce, la sua colorazione e la sua particolare forma lo rendono cosi affascinante da tentare la convivenza in vasche dedicate ai coralli.
In vasca coabita tranquillamente con quasi tutti gli altri abitanti purché non troppo aggressivi, può essere infastidito da esemplari della stessa specie o da pesci (in modo particolare Acanturidi con livrea simile), che occupano lo stesso territorio (la parte centrale della vasca). se l’acquario è di piccole/medie dimensioni può accendere battaglie feroci con i suoi simili fino alla morte di uno dei rivali, quindi è preferibile prendere un unico esemplare.
In una vasca di 1300 lt con poche rocce ho osservato di persona la convivenza pacifica di ben 5 esemplari di Zanclus, la cosa che mi ha meravigliato è che non toccavano gli SPS ne gli LPS, gli unici coralli che attaccavano con voracità erano i molli, in particolare questo “famiglia” si accanivano su un sarcophyton, che ormai era ridotto ad un ammasso lattiginoso, e su una grande colonia di zoantidi.
Il tipo di cattura e le condizioni critiche di trasporto fanno si che in commercio raramente arrivino esemplari in buona salute, questo spesso scoraggia chi vuole cimentarsi nell’allevamento dello Zanclus……. senza considerare che viene spesso colpito da Cryptocaryon irritans, meglio conosciuta come malattia dei puntini bianchi, che difficilmente riesce a superare in quanto al momento dell’acquisto la malattia è ad uno stato molto avanzato; è bene, quindi, controllare in modo scrupoloso gli animali che abbiamo intenzione di acquistare e lasciarli in negozio almeno 10/15 giorni dall’arrivo.
Altra problematica nell’allevare questo pesce è l’alimentazione, in natura si nutre di spugne, tunicati ed alghe che nel suo habitat trova in gran numero. Nelle nostre vasche purtroppo questo cibo non è cosi abbondante quindi dobbiamo ricorrere ai mangimi che troviamo in commercio a cui non è facile farlo abituare……
Ricordo un bellissimo articolo di un nostro amico Portoghese, Pedro Nuno Ferriera, che si è cimentato con successo nell’allevamento di questo pesce con una alimentazione mirata costituita da un pappone realizzato con spugne raccolte in natura, farina di grano e cyclop-eeze.
Vi invito a leggere per intero l’interessante articolo che trovate qui: http://www.reefitalia.net/showthread.php?t=9522
Nel parlare di questo splendido pesce spero di aver fatto cosa gradita a tutti……
Un cordiale saluto e a presto sul magazine!
Giacomo Renzi (aka AzazelxU)